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Il controllo dell’udito da Acustica Padana: a sinistra un signore in cabina con le cuffie, a destra Carlotta all’audiometro

Acufeni, calo dell’udito, orecchie tappate, fatica fra le voci

Per il tuo udito ci sono tante cose da fare: questa pagina te le racconta. Forse sei qui perché te l’ha detto Carlotta, di Acustica Padana. Oppure perché ti sei accorto che la televisione è sempre un po’ più alta, che a tavola fai fatica a seguire i discorsi, che c’è un fischio che la sera non ti lascia in pace.

I segnali

Come capire che il tuo udito chiede attenzione

  • Il volume che sale

  • Fischi e ronzii

  • L’orecchio tappato

  • Naso, gola e orecchie insieme

  • La fatica fra le voci

  • I denti serrati di notte

Arrivano piano, e ci si abitua senza accorgersene: si alza il volume, si chiede di ripetere, si evitano i posti rumorosi. Spesso li nota prima chi ti sta vicino. Se ti riconosci in uno o più di questi segnali, non sottovalutarli: presi per tempo si accompagnano molto meglio.

Se l’udito ti è calato all’improvviso, in poche ore o in una giornata, vai subito dal medico: in quel caso il tempo conta davvero.

Si sente con le orecchie, ma si capisce col cervello

Orecchio

  1. Padiglione

    Raccoglie il suono

  2. Timpano

    Riceve il suono e vibra

  3. Ossicini

    Tre, grandi come chicchi di riso: lo amplificano

  4. Coclea

    La vibrazione diventa impulso elettrico

Nervo

  1. Nervo acustico

    Porta l’impulso al cervello

Cervello

  1. Cervello

    È lì che il suono diventa parola

Le tappe sono tante, e ognuna può affaticarsi. Per questo «ci sento poco» non è una risposta: è un punto di partenza.

Da Acustica Padana: Carlotta, in camice bianco, con uno specchio in mano, si occupa dell’orecchio di un signore seduto che sorride

Da Acustica Padana misurano quanto senti e, quando serve, lo correggono. Noi ci occupiamo di un’altra cosa: del terreno su cui l’udito si appoggia. I nervi che portano il suono al cervello, il microcircolo che li nutre, le vie respiratorie che devono restare libere, l’attenzione che ti fa distinguere una voce dal rumore.

Misurare l’udito e nutrire il suo terreno: sono mestieri diversi, e non si sostituiscono.

Quattro fronti su cui lavorare

  • Stress ossidativo

    Le cellule ciliate della coclea trasformano il suono in segnali per il cervello: sono poche, preziose e non ricrescono. I radicali liberi, favoriti da rumore, età e fumo, sono tra i loro nemici: per questo gli antiossidanti sono i primi alleati dell’udito.

  • Microcircolo

    L’orecchio interno è nutrito da capillari sottilissimi, e il nervo acustico ha bisogno di essere rifornito per condurre bene il segnale. Piante come il ginkgo e il mirtillo nero sono tradizionalmente usate per favorire la microcircolazione.

  • Catarro e tromba di Eustachio

    È il piccolo canale che collega naso e orecchio e lo fa respirare. Quando raffreddori e catarro lo chiudono, l’orecchio si sente tappato e i suoni arrivano ovattati.

  • Attenzione e ascolto

    Quando senti meno tendi a parlare meno, e il cervello si disabitua a distinguere le voci. Conversazioni, musica, lettura ad alta voce: è esercizio, non passatempo.

Michele Frosio, naturopata, fondatore di Emporio nel Bosco

Il nostro modo di lavorare

Emporio nel Bosco nasce dall’esperienza di Michele Frosio, naturopata specializzato in fitoterapia.

Michele l’acufene lo conosce da vicino: l’ha vissuto in prima persona, insieme ad altri disagi che si dicevano cronici. Da lì viene il nostro modo di lavorare: ascoltare i messaggi del corpo, e accompagnarlo con le piante officinali e con piccoli cambiamenti di ogni giorno.

Prenota consulenza

Cicli, abitudini e integratori: cosa sapere

In questo video Michele ti spiega come assumere nel tempo gli integratori per fare cicli ottimali.

I rimedi che possono accompagnare il tuo udito

Sei rimedi, ognuno con il suo compito

Non vanno presi tutti insieme: si sceglie in base a cosa ti dà più fastidio adesso. Per scegliere bene c’è la consulenza con Michele.

  • Dolo Nerv

    Acido alfa-lipoico e vitamine del gruppo B, con Boswellia e Noni: per il benessere del sistema nervoso.

    Vedi Prodotto
  • B-on

    Vitamine del gruppo B da grano saraceno, con B9 e B12 già metilate: contribuiscono al normale funzionamento del sistema nervoso e alla riduzione di stanchezza e affaticamento.

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  • Tout Toux

    N-acetilcisteina con pino marittimo ed equiseto: per vie respiratorie libere quando il catarro ristagna.

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  • Ymmunes

    Piante della tradizione come echinacea, astragalo e andrographis: un sostegno per le difese naturali, quando raffreddori e catarro mettono alla prova anche le orecchie.

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  • Vivamente

    Colina, bacopa, Hericium e ginkgo: per memoria e concentrazione, cioè per un cervello allenato all’ascolto.

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  • Textum

    Reishi ed Hericium, i funghi della tradizione orientale, con uncaria ed equiseto: per sistema nervoso, difese e tessuti.

    Vedi Prodotto

Attenzione: gli integratori non sostituiscono una dieta varia ed equilibrata né il parere del medico. Se prendi dei farmaci, chiedi prima a lui.

Un contagocce sopra una boccetta di tintura madre

Come agiscono i rimedi naturali

Se non l’hai mai usata, la fitoterapia ragiona in modo diverso da una medicina: usa le piante officinali (radici, foglie, bacche, funghi) e i nutrienti che il corpo riconosce, per rifornire una funzione che si è affaticata. Non spegne il fastidio: si occupa del terreno da cui è nato.

  • 2–4 settimane

    Sulle cose di superficie, come catarro, naso chiuso e orecchio pieno, spesso qualcosa si muove in questo tempo.

  • 2–3 mesi

    Su nervi, microcircolo e attenzione si ragiona così: a cicli, con costanza.

Chi molla dopo dieci giorni non ha provato la fitoterapia: ha provato ad avere fretta.

Prima liberare, poi nutrire

I tempi non sono uguali per tutti: dipendono dall’età, da cosa c’è all’origine, da quanto dura e da come vivi.

  1. 1° passo

    Capire da dove parti

    Fatti controllare l’udito, e guarda cosa ti dà più fastidio adesso: un fischio, un orecchio tappato, la fatica fra le voci. Si parte da lì.

  2. 2° passo

    Liberare

    Si lavora per alleggerire catarro, congestione e tensioni. Quando naso e gola tornano liberi l’orecchio torna a respirare, e i suoni possono arrivare più limpidi.

  3. 3° passo e oltre

    Nutrire

    Si guarda al lungo periodo: nervi, microcircolo, attenzione e difese, per nutrire giorno dopo giorno il terreno su cui l’udito si appoggia. È qui che la costanza fa la differenza.

Anche l’udito cerca il suo equilibrio. Orecchio e nervo acustico lavorano ogni istante, per tutta la vita: con gli anni, i sistemi che li nutrono possono rallentare. Qui contano l’energia delle cellule, con il magnesio e le vitamine del gruppo B di Mitus Condri, e la vitamina C di Lisa, che unisce azione antiossidante e sostegno delle difese.

Le sei abitudini che contano

È la parte che quasi nessuno fa, ed è quella che costa meno. Alcune sembrano scollegate dalle orecchie: nessuna lo è.

  • Abbassa il volume:

    Cuffie e auricolari sono la causa più comune e più evitabile di fatica per l’udito: affaticano cellule che non ricrescono. Regola pratica: se chi ti siede accanto sente cosa stai ascoltando, è troppo alto.

  • Fatti controllare:

    Molti fanno controllare occhi e denti ogni anno, ma mai l’udito. Dopo i cinquant’anni un controllo periodico è un gesto semplice, e dice da dove partire.

  • Niente fumo, tanti colori:

    Il fumo restringe i capillari che nutrono l’orecchio interno, e una tavola povera di frutta e verdura lascia i tessuti senza scorte antiossidanti.

  • Non trascurare i raffreddori:

    Un catarro che ristagna per settimane può tenere chiusa la tromba di Eustachio e ovattare i suoni. Prendersi cura di naso e gola ripaga anche le orecchie.

  • Non ritirarti:

    Quando ascoltare costa fatica la tentazione è ritirarsi: meno cene, meno telefonate. Ma è proprio così che il cervello si disabitua. Restare in mezzo alle voci è allenamento.

  • Sciogli la tensione:

    Lo stress fa serrare i denti, spesso di notte: la tensione della mandibola, a due passi dall’orecchio, può accompagnarsi a fischi e ronzii. Respiro lento e rilassamento aiutano.

Michele Frosio davanti alla vetrina del negozio di Emporio nel Bosco

“Ho aiutato oltre 1000+ persone a trasformare i propri sintomi in messaggi, avviando il loro percorso verso il benessere e la massima espressione.”

Michele Frosio

Michele Frosio / FONDATORE

Interpretare i sintomi,
ritrovare l’equilibrio

L'esperienza è la mia prova: dopo aver superato personalmente disagi considerati cronici (da nevralgia al nervo pudendo, sindrome di Raynaud, eccessi di adrenalina, fino a un acufene), ho compreso che, potenzialmente, non esiste disagio insuperabile.

Il mio metodo: Attraverso i miei protocolli e i rimedi naturali, aiuto le persone a comprendere che è sempre possibile attivare l'auto-guarigione e a ritrovare il proprio stato migliore.

Il Metodo di Emporio nel Bosco si fonda su un unico principio: essere in salute è un costante ascolto dei sintomi, che sono i messaggi del corpo.

La nostra filosofia

La domanda cruciale

I rimedi naturali possono restituire un udito perduto? No, ma possono accompagnarlo.

Questi rimedi non restituiscono un udito perduto e non sostituiscono né il medico né l’apparecchio acustico.

Servono ad accompagnare, a proteggere quello che c’è e a togliere di mezzo quello che rema contro: nervi, microcircolo, vie respiratorie, attenzione. È qui che le piante, e la costanza, fanno la differenza.

Il controllo dell’udito da Acustica Padana

  • dal 1983

    accompagna l’udito dei piacentini, con l’accoglienza di una realtà familiare

  • mezz’ora

    la durata del controllo dell’udito: si misura quanto senti, e si capisce da dove partire

  • gratuito

    il controllo non costa niente, e non ti impegna a niente

Con Acustica Padana, a Piacenza

Questa pagina nasce da un’amicizia professionale: quella fra Emporio nel Bosco e Acustica Padana, il centro acustico che dal 1983 accompagna l’udito dei piacentini.

Se sei arrivato qui su indicazione di Carlotta, questa pagina è il seguito di quel discorso. E vale al contrario: se parti da noi e non hai mai misurato quanto senti, è da loro che conviene cominciare.

Acustica Padana · Piazzale Torino 93, Piacenza

Scopri Acustica Padana (si apre in una nuova scheda)
Carlotta Civetta di Acustica Padana
Carlotta Civetta, di Acustica Padana.

FAQs

In quanto tempo sento qualcosa?

Dipende da cosa stiamo sostenendo. Su catarro e senso di orecchio tappato spesso bastano due-quattro settimane; su nervi, microcircolo e attenzione si ragiona in due-tre mesi. Le piante non funzionano come un interruttore.

I rimedi sostituiscono il medico o l’apparecchio acustico?

No: sono un sostegno naturale, che lavora in parallelo. Un calo improvviso dell’udito va valutato subito dal medico; e quando serve un apparecchio, la strada giusta è un centro specializzato come Acustica Padana.

Per quanto tempo si prendono?

Di solito a cicli di otto-dodici settimane, seguendo come va. Molti rimedi per il sistema nervoso danno il meglio se presi al mattino.

Sto cercando per mio padre, non per me.

Succede spesso, ed è il modo migliore di arrivarci. Due consigli: fagli fare prima un controllo dell’udito, e non partire da cinque prodotti insieme. Si sceglie da cosa dà più fastidio adesso, e si va avanti da lì. Se vuoi una mano, puoi prenotare una consulenza con Michele.

E se la mia situazione fosse più complessa o avessi dubbi specifici?

Ogni orecchio ha la sua storia: se hai dubbi puoi prenotare una consulenza con Michele, per un percorso pensato per te. E se non hai mai misurato quanto senti, comincia dal controllo gratuito da Acustica Padana.

La filosofia del benessere e l’impegno per la qualità

Il nostro approccio verso la salute si basa su una profonda convinzione: le risorse dell'uomo sono ancora da scoprire.

Questo cammino è stato intrapreso grazie alla visione del fondatore, Michele Frosio, e del suo mentore, Marco Raurati.

Per supportare questo processo di guarigione consapevole, offriamo soluzioni nate dalla produzione di integratori speciali a marchio Animakima, garantiti per la massima attenzione alla purezza, potenza e biodisponibilità.

Scegliere Emporio nel Bosco significa scegliere un percorso consapevole, sostenuto dalla natura e da naturopati appassionati.

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